ATTUALE SUDDIVISIONE
DELL’ORDINE DEI FRANCESCANI

Premessa storica
Durante i secoli l’Ordine francescano ha subito delle evoluzioni dovute soprattutto all’interpretazione della Regola e all’ attualizzazione della Povertà.
San Bonaventura riuscì almeno in parte ad equilibrare le due fazioni opposte di frati: gli Spirituali che miravano ad una strettissima osservanza della Regola e i Conventuali che tendevano ad una interpretazione più libera ed attualizzata delle parole del Serafico Padre Francesco.
La ricerca della migliore formula di vita,in particolare circa la povertà, resta tra i figli di San Francesco il filo rosso che percorre tutta la storia dell’Ordine, lungo i secoli, generando molte riforme interne; tra queste ricordiamo gli Scalzi, i Riformati, i Recolletti, gli Alcantarini.
Oggi, però, il Primo Ordine francescano consta di quattro famiglie di Frati Minori che hanno in comune il Fondatore, S. Francesco d’Assisi, e la Regola francescana ma differiscono per carisma e costituzioni interne.

L’Ordine dei Frati Minori Conventuali (OFMConv)
L’OFMConv è nato nei primi decenni successivi alla morte di San Francesco come una parte dell’Ordine Francescano che voleva dare un’organizzazione conventuale alla vita comunitaria, alla preghiera ed agli studi teologici.
Fioriscono intorno al XVII secolo delle figure di Santi degne di memoria quali l’estatico e semplice Giuseppe da Copertino, Francesco Antonio Fasani da Lucera, Beato Bonaventura da Potenza.
Tra i contemporanei ricordiamo S. Massimiliano Maria Kolbe, apostolo dell’Immacolata e martire nei campi di concentramento di Auschwitz, morto nel bunker della fame per aver dato la vita al posto di un padre di famiglia ebreo.

L’Ordine dei Frati Minori (OFM)
L’OFM come si presenta tuttora è nato ad opera del Papa Leone XIII che nel 1897 decreta solennemente l’unione delle diverse riforme interne sotto l’unico nome di Ordo Fratum Minorum. Con tale fusione questo ramo del Prim’Ordine ha ricevuto in eredità un grande fioritura di Santi tra cui ricordiamo S. Bernardino da Siena, S. Pasquale Baylon, S. Pietro di Alcantara, Sant’Egidio Maria da Taranto e fra Giacomo da Bitetto. Attualmente presenta il maggior numero di frati rispetto alle altre tre famiglie e conserva un’importante presenza in Terra Santa.

Il Terz’Ordine Regolare (TOR)
Questa famiglia francescana del prim’Ordine si andò costituendo come una progressiva condensazione del programma di perfezione evangelica contenuto nella professione del Terz’Ordine Secolare. Simile trasformazione si realizzò gradualmente fondendo l’impegno evangelico dei Fratelli della Penitenza con le esigenze della vita comunitaria. Questo stile di vita si diffuse in diverse parti d’Europa e ispirò anche la nascita molte congregazioni femminili.

I Frati Minori Cappuccini (OFMCapp)
Nei primi decenni del XVI secolo, tre Francescani Osservanti italiani – Matteo da Bascio e i fratelli Ludovico e Raffaele Tenaglia da Fossombrone – si trovarono uniti da un medesimo desiderio: vivere la loro vocazione dando maggiore importanza alla contemplazione e all’osservanza pura e fedele della Regola di San Francesco e i suoi primi compagni, presi come modello di vita.
Nel 1528, con l’aiuto della nipote di Papa Clemente VII, la duchessa di Camerino Caterina Cybo, che li aveva ammirati per la carità con cui avevano servito i malati durante la peste del 1525, essi ricevettero l’autorizzazione pontificia per vivere secondo quanto desideravano. Tra le altre cose Papa Clemente VII aveva dato loro facoltà di vestire l’abito francescano con un cappuccio a punta e di portare la barba, simboli di povertà, semplicità ed austerità. L’Ordine dei Cappuccini, che all’inizio furono chiamati “Frati minori della vita eremitica”, deve appunto il suo nome al cappuccio a punta dell’abito che li contraddistingue ancora oggi dagli altri frati minori.
Dopo aver ottenuto l’approvazione papale(Bolla Religionis zelus 3 Luglio 1528), molti altri francescani iniziarono ad unirsi ai cappuccini tra i quali i nomi insigni di Giovanni da Fano, Bernardino d’Asti e Bernardino Ochino, i quali sarebbero stati le colonne della nuova famiglia francescana. L’ingresso di questi frati nell’Ordine comportò anche lo sviluppo della nuova forma di vita. Infatti, mentre i primi cappuccini erano impegnati soprattutto nel lavoro manuale, questi ultimi arrivati diedero grande importanza alle predicazioni ed agli studi, senza tuttavia indebolire lo spirito di preghiera e di austerità. Le due forme di lavoro, manuale ed apostolico, coesistono ancora oggi nell’Ordine.
Nell’Aprile del 1529 Ludovico da Fossombrone convocò il primo capitolo con lo scopo di eleggere i nuovi superiori e redigere nuove costituzioni che portavano il titolo di “Costituzioni dei frati della vita eremitica”. Questo avvenne ad Albacina.
Nel capitolo di Sant’Eufemia, vicino Roma, che si tenne nel 1536, fu eletto ministro generale P. Bernardino d’Asti che promulgò le nuove costituzioni. Queste ordinavano ai frati il servizio agli appestati, ai poveri, ai carcerati e li incoraggiavano a partire per terre di missione.
Il governo di padre Bernardino sembrava davvero rispettare l’ideale francescano di povertà, di vita di orazione, semplicità e amore fraterno.
La predicazione si estendeva a tutti i livelli: dalla più dotta, che offrivano i sacerdoti, a quella più semplice, ma non meno incisiva, dei frati non chierici al popolo.
La riforma cappuccina ebbe un rapido sviluppo numerico: cinquant’anni dopo l’ordine contava più di 3500 frati.
Intorno al 1761 il numero dei cappuccini raggiunse la vetta di 34.000 unità, sparsi in tutta Europa, nelle Americhe, in India e in Africa del Nord.
All’inizio del 2002 si contano quasi 11.000 frati cappuccini presenti in 96 Paesi del mondo classificandosi al quarto posto tra gli ordini maschili più numerosi.
I ministeri e i servizi dei frati cappuccini sono vari e numerosi secondo le situazioni in cui essi stessi si vengono a trovare. Ci sono professori e sarti, consiglieri spirituali e cuochi, missionari e cappellani, parroci e medici… ma più importante di quello che fanno è la maniera con cui lo fanno.
Come indica la locuzione “Frati minori”, l’intento dei cappuccini è quello di essere fratelli ai piedi di tutti coloro che essi stessi servono.
L’affabilità e disponibilità ad andare laddove sono più richiesti e il loro modo di lavorare e vivere ha meritato loro l’appellativo di “frati del popolo”.
Tra i Santi dell’Ordine cappuccino ricordiamo San Felice da Cantalice che è stato il primo cappuccino canonizzato dalla Chiesa. Illetterato, non chierico, questuante per le vie di Roma, ma molto illuminato, tanto da essere convocato dal Papa Sisto V per chiedere consiglio in modo informale; San Filippo Neri lo ebbe in grande considerazione.
L’epoca d’oro dei Cappuccini è stata quella del generalato di San Lorenzo da Brindisi (fine 1500- inizio 1600) in cui troviamo molti Santi di diverso tipo: San Fedele da Sigmaringen, predicatore missionario, protomartire di Propaganda Fide nonché dell’Ordine; San Serafino da Montegranaro, semplice fratello illetterato, ma di santa vita; Beato Benedetto da Urbino, predicatore zelante in Boemia; San Bernardo da Corleone, fratello laico.
Ricordiamo alcune figure di Santi cappuccini del Novecento: San Pio da Pietrelcina, sacerdote di fama mondiale per la carità esercitata verso penitenti e sofferenti, fondatore dei gruppi di preghiera e dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza in San Giovanni Rotondo; San Leopoldo Mandiç da Castelnuovo, vissuto a Padova, confessore instancabile, si offrì al Signore per l’unità dei Cristiani.

Le Clarisse Cappuccine
Anche all’interno dell’Ordine delle figlie di Santa Chiara nasce la necessità di una riforma in senso cappuccino. A Napoli, infatti, nel 1538, sorge il primo monastero grazie alla protezione della nobile signora Maria Lorenza Longo e posto dal Papa sotto la direzione dei Cappuccini.
Nasceva la riforma delle Clarisse Cappuccine. Povertà, austerità, ritiro in severa clausura e, soprattutto, intensa vita di preghiera, saranno le caratteristiche che faranno delle Cappuccine oggetto di generale venerazione e che promuoveranno la fondazione di altri monasteri in Italia e nel mondo.
Il fiore più illustre di santità del ramo delle cappuccine è l’estatica Santa Veronica Giuliani il cui voluminoso diario contiene una dettagliata relazione delle sue esperienze spirituali che hanno fatto di lei una delle più elevate contemplative mistiche della storia della Chiesa.
Ricordiamo pure la Beata Maria Maddalena Martinengo, prodigio di penitenza ed austerità e la Beata Florida Cevoli, discepola di Santa Veronica Giuliani.

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