Una voce….dal Paradiso (S)-perduto di Nangololo (Mozambico)

Caro P. Francesco,
è il tuo laico erede che ti scrive da quel posto che tanto bene conosci…l’angolo più lontano del mondo!
Certo, senza i CAPUCHINOS Nangololo non è lo stesso. Ma ormai, che fare? Il passato è già leggenda e non resta che guardare avanti.
Come ti avevo accennato fra le righe via e-mail, il problema “dei leoni” al momento è scomparso. In realtà di leoni veri ne sono stati abbattuti diversi, come anche diversi sono stati gli attacchi anche nei villaggi.
Comunque per ora la situazione è tranquilla.
Il primo periodo è stato tutto un via vai. Sono stato a Pemba 3 volte nel giro di circa 10 giorni. Questo perché dovevo portare a Nangololo un sacco di materiale conservato nella diocesi di Pemba. Si tratta del materiale che un dentista di Milano aveva inviato a Pemba per realizzare un suo progetto che non è andato in porto. Così mi ha offerto ogni cosa che poco per volta ho portato a Nangololo.
Ho cominciato a montare le poltrone dello studio e sto sistemando i vari impianti nella stanza nuova che sarà il futuro studio dentistico.
Da ciò capirai che non ho ancora iniziato a “far dentiere” ma mi sto dedicando a tutti questi affari oltre che a finire “la mia casa”, che è la cosa più importante.
In questi vari e lunghi ponti a Pemba sono stato spesso dai “colleghi italiani” dato che il gruppo di Laura si sta ingrandendo sempre più. Lei continua a creare strutture per far fronte alla necessità più disparate della gente. Oltre al centro dove lei vive e dove ci sono gli orfani (più di venti neonati), c’è anche, attaccata a lei, una psicologa brasiliana (giunta qui con marito e figlio) che segue queste famiglie. C’è poi un centro per i lebbrosi, un altro per bambini disabili (ci sono diversi bambini idrocefali, con la testa enorme ed il corpo magrissimo) poi un altro centro per ragazze madri. E.. storia di questi giorni, si sta formando un gruppo che avrà il compito di contattare i vari storpi e mendicanti che vagano per la città. Non mancano poi i soliti gruppi di vecchietti che fanno lavori in paglia che vendono per ricavarne qualcosa. E si potrebbe ancora andare avanti….
Ovviamente in tutte queste strutture ci lavora parecchia gente di Pemba (soprattutto donne e ragazzi) oltre a diversi italiani per periodi più o meno lunghi. Ora c’è Alba, un’infermiera di Roma che vi resterà per 2 anni, Annalisa di Trento per 6 mesi, lo stesso zio di Laura starà 2 mesi e molti altri che si alternano per periodi più brevi. Quindi anch’io quando avevo un po’ di tempo (fra acquisti, ricerche di materiale e compere varie) ho vissuto questa realtà fra un centro e l’altro.
Ho fatto anche qualche mezz’oretta al mare e c’è scappata anche la serata in pizzeria dato che a Pemba se ne è aperta una gestita da una famiglia italiana. Insomma è un bel gruppo e poi, anche se sono distante da Pemba, per me è un punto di riferimento. Ora Laura è in Italia e quando torna vedrò come inserirmi in questo gruppo di laici che è ormai una realtà.
Qui da noi, ci sono un po’ di incognite riguardanti il settore apprendisti. Rafael ora va a scuola di mattina e Xavier dopo aver fatto un corso per la radio ha più responsabilità e impegni in quel settore. Ho così deciso di assumere un terzo apprendista, Taddeus il catechista di Nampanha che tu sicuramente ricorderai.
Ora aspetto le varie visite nella speranza che il dott. Giovanni Arena possa inaugurare lo studio. Intanto venerdì 18 inizierò le prenotazioni e poi vedremo cosa ci riserverà il futuro.
Bene, al momento questo il quadro generale, poi al rientro P. Benito ti racconterà il seguito.
In attesa di tue notizie e consigli, ti saluto. A presto.

Antonio Baccarelli