{"id":712,"date":"2024-07-26T14:20:24","date_gmt":"2024-07-26T12:20:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sanlorenzonline.it\/wordpress\/?p=712"},"modified":"2024-07-27T19:47:16","modified_gmt":"2024-07-27T17:47:16","slug":"festa-dei-nonni-santi-giacchino-e-anna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sanlorenzonline.it\/wordpress\/festa-dei-nonni-santi-giacchino-e-anna\/","title":{"rendered":"FESTA DEI NONNI &#8211; SANTI GIACCHINO E ANNA"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<div class=\"abstract text parbase vaticanrichtext\">\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"La giornata mondiale dei nonni e degli anziani\" width=\"700\" height=\"394\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/QzT8Vefjdw4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><i><b><span class=\"title-1-color\">MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO<br \/>\nIN OCCASIONE DELLA<br \/>\nIV GIORNATA MONDIALE DEI NONNI E DEGLI ANZIANI<\/span><\/b><\/i><\/p>\n<p><span class=\"color-text\">28 luglio 2024<\/span><\/p>\n<div class=\"clearfix\">&nbsp;<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"text parbase vaticanrichtext\">\n<p><b>\u201cNella vecchiaia non abbandonarmi\u201d (cfr.&nbsp;<i>Sal<\/i>&nbsp;71,9)<br \/>\n&nbsp;<\/b><\/p>\n<p><i>Cari fratelli e sorelle!<\/i><\/p>\n<p>Dio non abbandona i suoi figli, mai. Nemmeno quando l\u2019et\u00e0 avanza e le forze declinano, quando i capelli imbiancano e il ruolo sociale viene meno, quando la vita diventa meno produttiva e rischia di sembrare inutile. Egli non guarda le apparenze (cfr <i>1 Sam<\/i> 16,7) e non disdegna di scegliere coloro che a molti appaiono irrilevanti. Non scarta alcuna pietra, anzi, le pi\u00f9 \u201cvecchie\u201d sono la base sicura sulla quale le pietre \u201cnuove\u201d possono appoggiarsi per costruire tutte insieme l\u2019edificio spirituale (cfr <i>1 Pt<\/i> 2,5).<\/p>\n<p>La Sacra Scrittura, tutta intera, \u00e8 una narrazione dell\u2019amore fedele del Signore, dalla quale emerge una consolante certezza: Dio continua a mostrarci la sua misericordia, sempre, in ogni fase della vita, e in qualsiasi condizione ci troviamo, anche nei nostri tradimenti. I salmi sono colmi della meraviglia del cuore umano di fronte a Dio che si prende cura di noi, nonostante la nostra pochezza (cfr <i>Sal<\/i> 144,3-4); ci assicurano che Dio ha tessuto ognuno di noi fin dal seno materno (cfr <i>Sal<\/i> 139,13) e che nemmeno negli inferi abbandoner\u00e0 la nostra vita (cfr <i>Sal<\/i> 16,10). Dunque, possiamo essere certi che ci star\u00e0 vicino anche nella vecchiaia, tanto pi\u00f9 perch\u00e9 nella Bibbia invecchiare \u00e8 segno di benedizione.<\/p>\n<p>Eppure, nei salmi troviamo anche quest\u2019accorata invocazione al Signore: \u00abNon gettarmi via nel tempo della vecchiaia\u00bb (<i>Sal<\/i> 71,9). Un\u2019espressione forte, molto cruda. Fa pensare alla sofferenza estrema di Ges\u00f9 che sulla croce grid\u00f2: \u00abDio mio, Dio mio, perch\u00e9 mi hai abbandonato?\u00bb (<i>Mt<\/i> 27,46).<\/p>\n<p>Nella Bibbia, dunque, troviamo la certezza della vicinanza di Dio in ogni stagione della vita e, al tempo stesso, il timore dell\u2019abbandono, particolarmente nella vecchiaia e nel momento del dolore. Non si tratta di una contraddizione. Guardandoci attorno, non facciamo fatica a verificare come tali espressioni rispecchino una realt\u00e0 pi\u00f9 che evidente. Troppo spesso la solitudine \u00e8 l\u2019amara compagna della vita di noi, anziani e nonni. Tante volte, da vescovo di Buenos Aires, mi \u00e8 capitato di visitare case di riposo e di rendermi conto di quanto raramente quelle persone ricevessero visite: alcune non vedevano i loro cari da molti mesi.<\/p>\n<p>Sono tante le cause di questa solitudine: in molti Paesi, soprattutto i pi\u00f9 poveri, gli anziani si ritrovano soli perch\u00e9 i figli sono costretti a emigrare. Oppure, penso alle numerose situazioni di conflitto: quanti anziani rimangono soli perch\u00e9 gli uomini \u2013 giovani e adulti \u2013 sono chiamati a combattere e le donne, soprattutto le mamme con bambini piccoli, lasciano il Paese per dare sicurezza ai figli. Nelle citt\u00e0 e nei villaggi devastati dalla guerra rimangono tanti vecchi e anziani soli, unici segni di vita in zone dove sembrano regnare l\u2019abbandono e la morte. In altre parti del mondo, poi, esiste una falsa convinzione, molto radicata in alcune culture locali, che genera ostilit\u00e0 nei confronti degli anziani, sospettati di fare ricorso alla stregoneria per togliere energie vitali ai giovani; cos\u00ec che, in caso di morte prematura o di malattia o di sorte avversa che colpiscono un giovane, la colpa viene fatta ricadere su qualche anziano. Questa mentalit\u00e0 va combattuta ed estirpata. \u00c8 uno di quegli infondati pregiudizi, dai quali la fede cristiana ci ha liberato, che alimenta una persistente conflittualit\u00e0 generazionale fra giovani e anziani.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Se ci pensiamo bene, quest\u2019accusa rivolta ai vecchi di \u201crubare il futuro ai giovani\u201d \u00e8 molto presente oggi ovunque. Essa si riscontra, sotto altre forme, anche nelle societ\u00e0 pi\u00f9 avanzate e moderne. Ad esempio, si \u00e8 ormai diffusa la convinzione che gli anziani fanno pesare sui giovani il costo dell\u2019assistenza di cui hanno bisogno, e in questo modo sottraggono risorse allo sviluppo del Paese e dunque ai giovani. Si tratta di una percezione distorta della realt\u00e0. \u00c8 come se la sopravvivenza degli anziani mettesse a rischio quella dei giovani. Come se per favorire i giovani fosse necessario trascurare gli anziani o addirittura sopprimerli. La contrapposizione tra le generazioni \u00e8 un inganno ed \u00e8 un frutto avvelenato della cultura dello scontro. Mettere i giovani contro gli anziani \u00e8 una manipolazione inaccettabile: \u00ab\u00c8 in gioco l\u2019unit\u00e0 delle et\u00e0 della vita: ossia, il reale punto di riferimento per la comprensione e l\u2019apprezzamento della vita umana nella sua interezza\u00bb (<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/audiences\/2022\/documents\/20220223-udienza-generale.html\">Catechesi<\/a> <\/i>23 febbraio 2022).<\/p>\n<p>Il salmo citato in precedenza \u2013 dove si supplica di non essere abbandonati nella vecchiaia \u2013 parla di una congiura che si stringe attorno alla vita degli anziani. Sembrano parole eccessive, ma le si comprende se si considera che la solitudine e lo scarto degli anziani non sono casuali n\u00e9 ineluttabili, bens\u00ec frutto di scelte \u2013 politiche, economiche, sociali e personali \u2013 che non riconoscono la <i>dignit\u00e0 infinita<\/i> di ogni persona \u00abal di l\u00e0 di ogni circostanza e in qualunque stato o situazione si trovi\u00bb (Dich. <i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_ddf_doc_20240402_dignitas-infinita_it.html\">Dignitas infinita<\/a><\/i>, 1). Ci\u00f2 avviene quando si smarrisce il valore di ciascuno e le persone diventano solo un costo, in alcuni casi troppo elevato da pagare. Ci\u00f2 che \u00e8 peggio \u00e8 che, spesso, gli anziani stessi finiscono per essere succubi di questa mentalit\u00e0 e giungono a considerarsi come un peso, desiderando essi stessi per primi di farsi da parte.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, oggi sono molte le donne e gli uomini che cercano la propria realizzazione personale in un\u2019esistenza il pi\u00f9 possibile autonoma e slegata dagli altri. Le appartenenze comuni sono in crisi e si affermano le individualit\u00e0; il passaggio dal \u201cnoi\u201d all\u2019\u201cio\u201d appare uno dei pi\u00f9 evidenti segni dei nostri tempi. La famiglia, che \u00e8 la prima e pi\u00f9 radicale contestazione dell\u2019idea che ci si possa salvare da soli, \u00e8 una delle vittime di questa cultura individualista. Quando si invecchia, per\u00f2, a mano a mano che le forze declinano, il miraggio dell\u2019individualismo, l\u2019illusione di non aver bisogno di nessuno e di poter vivere senza legami si rivela per quello che \u00e8; ci si trova invece ad aver bisogno di tutto, ma oramai soli, senza pi\u00f9 aiuto, senza qualcuno su cui poter fare affidamento. \u00c8 una triste scoperta che molti fanno quando \u00e8 troppo tardi.<\/p>\n<p>La solitudine e lo scarto sono diventati elementi ricorrenti nel contesto in cui siamo immersi. Essi hanno radici molteplici: in alcuni casi sono il frutto di una esclusione programmata, una sorta di triste \u201ccongiura sociale\u201d; in altri casi si tratta purtroppo di una decisione propria. Altre volte ancora si subiscono fingendo che si tratti di una scelta autonoma. Sempre di pi\u00f9 \u00ababbiamo perso il gusto della fraternit\u00e0\u00bb (Lett. enc. <i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20201003_enciclica-fratelli-tutti.html#33\">Fratelli tutti<\/a><\/i>, 33) e facciamo fatica anche solo a immaginare qualcosa di differente.<\/p>\n<p>Possiamo notare in molti anziani quel sentimento di rassegnazione di cui parla il libro di Rut quando narra della vecchia Noemi che, dopo la morte del marito e dei figli, invita le due nuore, Orpa e Rut, a far ritorno al loro paese di origine e alla loro casa (cfr <i>Rut<\/i> 1,8). Noemi \u2013 come tanti anziani di oggi \u2013 teme di rimanere da sola, eppure non riesce a immaginare qualcosa di diverso. Da vedova, \u00e8 consapevole di valere poco agli occhi della societ\u00e0 ed \u00e8 convinta di essere un peso per quelle due giovani che, al contrario di lei, hanno tutta la vita davanti. Per questo pensa che sia meglio farsi da parte e lei stessa invita le giovani nuore a lasciarla e a costruire il loro futuro in altri luoghi (cfr <i>Rut<\/i> 1,11-13). Le sue parole sono un concentrato di convenzioni sociali e religiose che sembrano immutabili e che segnano il suo destino.<\/p>\n<p>Il racconto biblico ci presenta a questo punto due diverse opzioni di fronte all\u2019invito di Noemi e dunque di fronte alla vecchiaia. Una delle due nuore, Orpa, che pure vuol bene a Noemi, con un gesto affettuoso la bacia, ma accetta quella che anche a lei sembra l\u2019unica soluzione possibile e se ne va per la sua strada. Rut, invece, non si stacca da Noemi e le rivolge parole sorprendenti: \u00abNon insistere con me che ti abbandoni\u00bb (<i>Rut<\/i> 1,16). Non ha paura di sfidare le consuetudini e il sentire comune, sente che quell\u2019anziana donna ha bisogno di lei e, con coraggio, le rimane accanto in quello che sar\u00e0 l\u2019inizio di un nuovo viaggio per entrambe. A tutti noi \u2013 assuefatti all\u2019idea che la solitudine sia un destino ineluttabile \u2013 Rut insegna che all\u2019invocazione \u201cnon abbandonarmi!\u201d \u00e8 possibile rispondere \u201cnon ti abbandoner\u00f2!\u201d. Non esita a sovvertire quella che sembra una realt\u00e0 immutabile: vivere da soli non pu\u00f2 essere l\u2019unica alternativa! Non a caso Rut \u2013 colei che rimane vicina all\u2019anziana Noemi \u2013 \u00e8 un\u2019antenata del Messia (cfr <i>Mt<\/i> 1,5), di Ges\u00f9, l\u2019Emmanuele, Colui che \u00e8 il \u201cDio con noi\u201d, Colui che porta la vicinanza e la prossimit\u00e0 di Dio a tutti gli uomini, di tutte le condizioni, di tutte le et\u00e0.<\/p>\n<p>La libert\u00e0 e il coraggio di Rut ci invitano a percorrere una strada nuova: seguiamo i suoi passi, mettiamoci in viaggio con questa giovane donna straniera e con l\u2019anziana Noemi, non abbiamo paura di cambiare le nostre abitudini e di immaginare un futuro diverso per i nostri anziani. La nostra gratitudine va a tutte quelle persone che, pur con tanti sacrifici, hanno seguito di fatto l\u2019esempio di Rut e si stanno prendendo cura di un anziano o semplicemente mostrano quotidianamente la loro vicinanza a parenti o conoscenti che non hanno pi\u00f9 nessuno. Rut ha scelto di stare vicina a Noemi ed \u00e8 stata benedetta: con un matrimonio felice, una discendenza, una terra. Questo vale sempre e per tutti: stando vicino agli anziani, riconoscendo il ruolo insostituibile che essi hanno nella famiglia, nella societ\u00e0 e nella Chiesa, riceveremo anche noi tanti doni, tante grazie, tante benedizioni!<\/p>\n<p>In questa IV Giornata Mondiale dedicata a loro, non facciamo mancare la nostra tenerezza ai nonni e agli anziani delle nostre famiglie, visitiamo coloro che sono sfiduciati e non sperano pi\u00f9 che un futuro diverso sia possibile. All\u2019atteggiamento egoistico che porta allo scarto e alla solitudine contrapponiamo il cuore aperto e il volto lieto di chi ha il coraggio di dire \u201cnon ti abbandoner\u00f2!\u201d e di intraprendere un cammino differente.<\/p>\n<p>A tutti voi, carissimi nonni e anziani, e a quanti vi sono vicini giunga la mia benedizione accompagnata dalla preghiera. Anche voi, per favore, non dimenticatevi di pregare per me.<\/p>\n<p><i>Roma, San Giovanni in Laterano, 25 aprile 2024.<br \/>\n&nbsp;<\/i><\/p>\n<p><i>&nbsp;<\/i>FRANCESCO<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO IN OCCASIONE DELLA IV GIORNATA MONDIALE DEI NONNI E DEGLI ANZIANI 28 luglio 2024 &nbsp; \u201cNella vecchiaia non abbandonarmi\u201d (cfr.&nbsp;Sal&nbsp;71,9) &nbsp; Cari fratelli e sorelle! Dio non abbandona i suoi figli, mai. 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